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L’economia circolare è un sistema economico che si auto rigenera. I flussi di materiali sono essenzialmente di due tipi: quelli tecnici, che sono destinati alla rivalorizzazione senza dover mai entrare nella biosfera, e quelli biologici, che possono essere reimmessi nella biosfera.

Questa filosofia si fonda su cinque pilastri:

  • ECO-PROGETTAZIONE: progettare oggetti pensando immediatamente al loro fine vita e ad un loro conseguente reimpiego;
  • MODULARITA’ E VERSATILITA’: dare spazio a queste caratteristiche nella fase di progettazione di un prodotto, affinché esso si possa adattare alla mutevolezza delle condizioni esterne;
  • ENERGIE RINNOVABILI: abbandonare gradualmente le fonti fossili di energia per fare sempre maggiore affidamento su energie rinnovabili e potenzialmente inesauribili;
  • APPROCCIO ECOSISTEMICO: abbracciare una visione globale del tutto, dando peso alle relazioni di causalità fra i diversi attori;
  • RECUPERO DEI MATERIALI: privilegiare l’utilizzo, a discapito di materie prime vergini, di materie prime secondarie, provenienti da altri cicli produttivi, che abbiano conservato una buona qualità.

Questo approccio ha recentemente riscosso molto successo poiché i vantaggi che comporta sono molteplici. I modelli di organizzazione aziendale che praticano l’economia circolare sono meno legati alle materie prime e, di conseguenza, meno sottoposti alla volatilità dei prezzi nei mercati internazionali. Il cambiamento di prospettiva da lineare a circolare dovrebbe essere un grande stimolo all’innovazione. Di primaria importanza è il vantaggio ecologico, per le imprese limitare l’impatto ambientale significa contribuire alla lotta contro l’inquinamento atmosferico, il surriscaldamento globale, minor utilizzo di materie prime.

Ad oggi l’Italia è il primo Paese in Europa per diffusione del modello di economia circolare (dato Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani 25/10/2019). Il consumatore inizia a porsi in modo intelligente e critico e premia chi raggiunge i risultati tradizionalmente apprezzati, come buona qualità ad un prezzo accettabile, ma in modo differente, con un maggior sforzo dal punto di vista del rispetto dell’ambiente e delle risorse umane. In ragione della diffusione e della fiducia riposta in questo nuovo approccio alla quotidianità e in un ancora inconsueto sistema di valori, nascono le imprese etiche.

L’impresa etica è quella che, consapevole del proprio impatto sociale, agisce nel rispetto di una scala di valori ampiamente condivisi all’interno dell’ambiente in cui opera. Nel momento in cui un’impresa evidenzia un comportamento etico, curandosi degli interessi dei suoi stakeholders inevitabilmente si configura come impresa socialmente responsabile: la sfera etica è infatti a stretto contatto con quella della responsabilità sociale d’impresa.

Attribuire peso e valore alla responsabilità sociale di impresa non significa avere una visione filantropica dell’argomento: se da un lato l’obiettivo dell’impresa rimane il profitto, dall’altro sta maturando a livello sociale un atteggiamento più consapevole a difesa dell’ambiente; venire incontro all’esigenza delle parti interessate è semplicemente un modo più rapido per ottenere un vantaggio economico che potrebbe dimostrarsi più duraturo. I costi sostenuti in un’ottica di responsabilità sociale devono essere considerati come investimenti di medio lungo periodo.

Molti sono i modi volti a facilitare l’assunzione di un comportamento imprenditoriale virtuoso, tra questi è importante il ruolo dei sistemi di gestione che portano le imprese ad assumere una visione integrata dei processi, ad elevare il livello di attenzione sulla qualità dei prodotti offerti, a migliorare lo stato di benessere dei lavoratori, ad innalzare il punto di equilibrio con l’ambiente circonstante, in poche parole a consolidare un vantaggio competitivo durevole.

Possiamo citare in particolare LCA, ISO 14001, EMAS, EPD, ECOLABEL, Carbon Footprint, per quanto riguarda prodotti e processi svolti nel pieno rispetto dell’ambiente. Per quanto riguarda la tutela e il rispetto dei diritti dei dipendenti, le asseverazioni e certificazioni possono essere, ad esempio, SA 8000, ISO 26000, SR 10, ISO 45001, AUDIT SMETA. Generalmente, i vantaggi portati dall’acquisizione di certificazioni su questi aspetti sono il miglioramento del clima aziendale, un beneficio in termini di brand reputation sul mercato, più fiducia da parte dei consumatori e, più in generale, dei portatori di interesse, una riduzione del tasso INAIL.

Quindi è una mossa chiave oggi acquisire fiducia agli occhi dei portatori di interesse, comunicarsi come aziende che si spendono e si curano dell’ambiente e del rispetto dei diritti dei lavoratori, intraprendendo percorsi di certificazione o di semplice asseverazione, poiché questo sforzo verrà remunerato in fiducia e in preferenze accordate rispetto ai competitor che non esercitano pari attenzioni, acquisendo così una posizione di vantaggio competitivo sostenibile e durevole.

Su questi temi Studio Alfa assiste da tempo le imprese che intendono assumere un comportamento sociale virtuoso, come mostra la partecipazione al convegno organizzato dall’Unione Parmense degli Industriali del 28 ottobre 2019 a Palazzo Soragna (PR), nel corso del quale si è avuto occasione di portare all’attenzione dei partecipanti di come sia inevitabile che un comportamento etico ed attento alla sostenibilità conduca alla responsabilità sociale d’impresa.

 

Ing. Paolo Forti

Responsabile Sistemi di Gestione e Formazione HSE

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